IL COLORE DELLA LUCE




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La luce bianca si suddivide tipicamente in 3 tonalità:
bianco-calda, bianco-neutra, bianco-fredda

L'utilizzo della tonalità più adatta ad ogni situazione influenza moltissimo il comfort visivo, naturalmente il colore più gradito è una scelta personale che può dipendere da sesso, età, cultura, nazionalità, stagione, clima ecc
ma ci sono alcuni principi di base che è utile conoscere;
vediamo il significato di uno dei termini maggiormente diffusi e di piu' difficile comprensione quando si approccia il tema dell'illuminazione:
il Colore della Luce;
generalmente è indicato dalla Temperatura di Colore (TC) espressa in gradi Kelvin (K)



TC è un parametro che individua in modo oggettivo il colore della luce di una sorgente luminosa confrontata con la sorgente campione Il Corpo Nero.

Questo è un solido teorico in grado di assorbire tutte le radiazioni ricevute, che a temperatura ambiente appare, appunto, nero, riscaldato a 800 gradi Kelvin diventerà rosso, a 3000K giallo, a 4000K bianco caldo, a 5000K bianco freddo, fino a diventare azzurro a 8000 gradi Kelvin.

In sostanza, più l'oggetto è caldo più il colore della luce è freddo!



Per comprendere meglio:
una lampadina ad incandescenza tradizionale emette luce bianco calda a circa 2700K,
una lampadina alogena produce luce a circa 3000K
discorso diverso per le lampade fluorescenti, compatte e a scarica dove il colore si può scegliere fra una gamma piu' ampia che va da 3000K a 6500K

Secondo la classificazione CIE

le sorgenti luminose si dividono in:
- tonalità calda (TC < 3300 K) detta anche Warm White
- tonalità neutra (3300 < TC < 5300 K) detta anche Natural White
- tonalità fredda (TC >6500 K) detta anche Cold White o Daylight

Come scegliere il colore adatto


Non c'è una regola assoluta ma delle indicazioni ci vengono fornite dalla norma UNI 10380, non più in vigore, che stabiliva alcuni parametri da rispettare per avere degli ambienti confortevoli dal punto di vista dell'illuminazione e dal diagramma di Kruithof che mette in relazione quantità di illuminazione col colore della luce per affinchè la sensazione visiva nell’ambiente illuminato risulti gradevole.

kruithof
Più l'ambiente è luminoso più il colore deve essere freddo.

Inoltre è bene scegliere una tonalità più calda (3000K) che inviti al relax o al riposo per la stanza da letto o una lampada da lettura,
mentre si può adottare una luce più fredda (non più di 4000K) per le zone di passaggio, il salotto e il bagno.



LA LUCE NATURALE




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La luce naturale è molto importante per l'illuminazione diurna di un ambiente; proveniente dal sole e dalla volta celeste, presenta numerosi effetti benefici che vanno ad aumentare la sensazione di confort in una abitazione.
Infatti oltre ai vantaggi ecologici ed economici riguardanti il risparmio energetico, la luce naturale favorisce il benessere psico-fisico degli abitanti della casa ed aiuta a percepire in maniera migliore gli ambienti circostanti, le forme ed i colori.
E' costituita da una componente diretta, derivante dalla luce solare, che decresce con l’aumentare della nuvolosità del cielo e da una direzionale legata alla posizione del sole sulla volta celeste; inoltre integra questi due fattori una componente diffusa proveniente dalla volta celeste stessa.
All'interno degli edifici, la luce diurna è definita dal Daylight Factor (DF).
A seconda delle condizioni esterne si verifica un cambiamento nell'intensità della luce naturale; infatti, oltre a fattori naturali come condizioni metereologiche, posizione geografica, periodo dell'anno, influiscono su questa anche fattori relativi alla geometria ed ai materiali dell'abitazione, come la riflettanza delle pareti interne.

i Rapporti Aeroiluminanti

Nella progettazione di un'abitazione rilevante importanza ai fini dei requisiti per l'abitabilità assumono i Rapporti Aeroiluminanti (RAI), calcolabili attraverso il rapporto tra superficie dell'ambiente da illuminare e superficie della finestra, da confrontare con parametri ben definiti che vanno da 1/8 a 1/10.
Unici locali esenti dal calcolo dei RAI sono le scale comuni, i corridoi e i disimpegni.

Se si sta ristrutturando un'abitazione e si è nell'impossibilità di ingrandire le aperture esistenti, è utile conoscere alcuni utli accorgimenti (anche ottici) volti ad aumentare l'entrata e la diffusione della luce naturale.

Ad esempio:
- l'uso di tinte tenui per pareti o pavimentazioni, che abbiamo anche una certa riflettenza;
- favorire la permeabilità tra una zona e l'altra dell'abitazione, specialmente verso corridoi e disimpegni attraverso l'uso di porte o pannelli in vetro, a tutta altezza, che lascino filtrare la luce;
- il montaggio di tende leggere, in colori neutri;
- realizzare in disimpegni o corridoio aperture mirate, magari completate da mensole in cristallo, che facciano passare la luce;
- utilizzare il vetrocemento in inserti in pareti perimetrali o in bagni senza finestre;
- inserire dove possibile, lucernari o finestre tipo Velux.

In realtà, può accadere che una radiazione solare diretta generi un eccessivo illuminamento; è possibile ovviare con vari accorgimenti tecnici:

- tramite la creazione di “scaffali di luce” (light shelves) opportunamente orientati, che vanno a distribuire la luce con maggiore uniformità.



In cucina ad esempio, nella progettazione dei piani di lavoro:
- tenendo conto di un possibile abbagliamento da luce diretta solare se si prevede un piano di lavoro davanti alla finestra;
- evitare di posizionare il piano di lavoro in modo che la persona che lo usi, proietti ombra su ciò che sta svolgendo ma progettarlo in modo da averlo illuminato da luce laterale.



Happy New Year!!!



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Buon Natale da Piazza del Popolo



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Vasca da bagno rovinata dal tempo e dagli acidi? NESSUN PROBLEMA!!! In 4 ore è possibile farla tornare NUOVA...



archibagno
Andare a demolire la vecchia vasca significa andare incontro a gravi disagi in casa, giorni di polvere e macerie, nonchè il forte rischio di trovarsi di fronte a gravi inconvenienti di tipo impiantistico ed edilizio che spesso vengono si risolti, ma con enorme difficoltà e veri e propri salassi per il bilancio famigliare

Ad esempio non troviamo più le vecchie piastrelle e se anche ne abbiamo alcune di scorta, dopo vent'anni quelle nuove installate risultano di tonalità fortemente superiore nei confronti delle vecchie oramai sbiadite e consumate dal tempo, dando un effetto visivo a volte poco gratificante.

Ci sono due tecniche che risolvono ampiamente il problema:

LA RISMALTATURA

La nostra azienda propone la RISMALTATURA dal 1972, che consiste nel rigenerare il vecchio smalto della vasca direttamente sul posto con una tecnica speciale, ma soprattutto con uno smalto creato ad hoc, non acquistabile normalmente in commercio.
Con la nostra RISMALTATURA, non smontiamo nulla e non modifichiamo lo stato esistente delle piastrelle o degli scarichi.
La RISMALTATURA di ArchiBagno sia per brillantezza che per durata quando paragonata con la qualità delle vasche in acciaio e ghisa oggi prodotte (attenzione non sono minimamente paragonabili alle vasche di 30 anni fa), può essere tranquillamente considerata di livello superiore, in quanto una vasca nuova la prima volta che viene pulita con ad esempio il classico drago (prodotto da non usare mai), si opacizza immediatamente mentre la nostra rismaltatura invece no...
La cosa molto interessante della RISMALTATURA è che oltre a costare meno della SOVRAPPOSIZIONE, può essere facilmente riparata in caso di scheggiatura, può essere rifatta sulla stessa vasca all'infinito è possibile personalizzare la propria vasca con qualsiasi colore richiesto, inoltre le dimensioni e la forma originale della vasca rimangono integre, cosa non possibile con la SOVRAPPOSIZIONE.

LE FASI DELL'APPLICAZIONE

1) Pulizia mediante decapaggio.
2) Trattamento Antibatterico.
3) Riparazione/Ricostruzione della superficie scheggiata e corrosa dagli acidi.
4) Mascheratura e protezione delle parti non interessate al rifacimento (il bagno ed il suo contenuto viene quindi adeguatamente protetto).
5) Prima spruzzatura a caldo di isolante/aggrappante, che assicura una perfetta aderenza nel tempo.
6) Applicazione finale con il sistema termoriscaldato compresso poi nebulizzato a spruzzo mediante l'impiego di uno smalto speciale ceramico, completamente atossico, antigraffio, resistente all'acqua bollente e ai prodotti chimici non aggressivi.

...il risultato è una superficie liscia, brillante e non ingiallente nel tempo.

VANTAGGI

1) Non si sporca.
2) Tempo impiegato circa 4 ore (dipende dalle condizioni di usura della vasca).
3) La superficie è utilizzabile dopo tre giorni.
4) Non vengono danneggiate in alcun modo le piastrelle del bagno.
5) Non vengono danneggiate le tubazioni dello scarico
6) Le dimensioni della vasca rimangono le stesse
7) La forma originale della vasca rimane la stessa.
8) La rismaltatura può essere effettuata più volte sulla stessa vasca senza arrecare danno alcuno.
9) E' facilmente riparabile in caso di scheggiatura.
10) L'odore e' minimo solo durante la fase di lavorazione, poi scompare completamente dopo i primi utilizzi della vasca.
11) Costa meno della Sovrapposizione/vasca nella vasca.
12) Garanzia scritta.

Da oggi è disponibile: "RISMABAD - KIT RINNOVA VASCA" disponibile esclusivamente per gli operatori del settore.

La SOVRAPPOSIZIONE

La SOVRAPPOSIZIONE di una nuova vasca inserita sopra una vecchia, consiste praticamente nel sovrapporre una vasca in acrilico rinforzata con vetroresina del tutto simile alle classiche vasche che oggi vengono installate nei bagni nuovi tanto per capirci, ma con dimensioni ovviamente speciali per permettono loro di inserirsi all'interno di una vasca vecchia.
Proponiamo la SOVRAPPOSIZIONE dal 1988 dove le nostre vasche sono in vero acrilico colato rinforzato con vetroresina, spesso non paragonabili alla miriade gamma di prodotti in sovrapposizione presenti sul mercato italiano che all'apparenza possono sembrare tutti uguali dove spesso taluni installatori e rappresentanti, mostrano ai clienti campioni del prodotto che dovrebbe essere installato, giocando ad esempio sull'illusione degli spessori dei loro materiali mostrati, ma poi spesso non confacenti al vero sul materiale poi realmente installato, per questo motivo Vi consigliamo di valutare attentamente le nostre proposte, in quanto non siamo artigiani improvvisati e cerchiamo di offrire un prodotto che sia di ottima qualità e che duri nel tempo.


Esistono SOVRAPPOSIZIONI sia con vasche in acrilico rinforzato che in acciaio smaltato (queste ultime da noi non trattate).
Le vasche in acciaio smaltato hanno lo svantaggio che possono scheggiarsi facilmente e nella zona scheggiata si crea una formazione di ruggine che porta alla foratura della vasca in breve tempo, inoltre la vasca in acciaio tende a raffreddare velocemente l'acqua, creando un aggravio economico sia per scaldare nuova acqua da aggiungere in vasca per prolungare il bagno rendendo il bagno proprio per questo motivo meno gradevole.
Nelle posizioni in cui si possono creare graffi, lo sporco si annida in modo istantaneo e pericoloso per la salute di chi la utilizza, mentre quelle in acrilico rinforzato mantengono il calore molto più a lungo, non assorbono alcun tipo di batterio, sono antiscivolo, sono facilmente riparabili in caso di graffi.
Per i non addetti ai lavori, si può già capire la qualità del prodotto dal peso, le nostre vasche in acrilico colato e rinforzato con vetroresina, si aggirano intorno ai 30 kg, contro i 7/8 kg di chi utilizza prodotti di scadente qualità, dove gli installatori devono poi obbligatoriamente utilizzare materiali fortemente stabilizzanti per fare in modo che le vasche sovrapposte siano il meno ballerine possibile.
La qualità del nostro prodotto, permette senza problemi l'eliminazione di graffi e bruciature da sigaretta accidentali, mentre i prodotti similari ma non di pari qualità, hanno un piccolissimo strato di ACRILICO di tipo "ESTRUSO" (non "COLATO" come il nostro), quindi molto tenero e molto sensibile ai graffi, inoltre l'esiguo spessore non ne permette l'eliminazione di graffi oppure i segni di bruciature da sigaretta.
Una particolare attenzione da parte nostra nella SOVRAPPOSIZIONE è riservata alla zona di scarico della vasca, in quanto noi sostituiamo sempre la vecchia colonna della vecchia vasca con una nuova, in maniera da non avere i problemi di scarico che hanno solitamente tutti gli installatori che non effettuano la sostituzione.
A differenza del 95% delle aziende che fanno questo tipo di intervento, NOI sostituiamo sempre la vecchia colonna di scarico, non inseriamo semplicemente la nostra nuova vasca nella vecchia come fanno la moltitudine di aziende che si spacciano per "aziende serie e competenti", dove semplicemente di fatto incollano una vasca sopra a quella vecchia ma nulla di più, dove la non sostituzione della vecchia colonna fa si che si creino infiltrazioni d'acqua, gas e muffe maleodoranti tra la vecchia e la nuova vasca, che con il tempo portano alla degradazione della sovrapposizione installata e di tutti i materiali interposti, portando alla formazione di batteri molto pericolosi per la salute della persona che la utilizza, ma non solo, si va incontro al forte rischio di problemi di otturazione dello scarico e se ciò avviene in modo grave, si rischia di dover asportare la vasca per arrivare allo scarico sottostante.
Di fatto, la nostra vasca o piatto doccia una volta da noi installati sono a tutti gli effetti da considerarsi apparecchi sanitari NUOVI, proprio come se il bagno fosse appena stato realizzato e non il semplice risultato dell'incollaggio tra due vasche.

IL MONTAGGIO

1) Taglio parziale della vecchia vasca con esclusivo dispositivo antipolvere.
2) Sostituzione del vecchio gruppo di scarico al fine di eliminare qualsiasi rischio di perdite e guasti futuri.
3) Applicazione della schiuma adesiva per un fissaggio ottimale.
4) Applicazione della nuova vasca, opportunamente rifilata sui lati che combaciano con le pareti.
5) Sgillatura finale con prodotto sanitario antimuffa.

VANTAGGI

1) Non si sporca.
2) Tempo impiegato circa 4 ore.
3) La vasca è utilizzabile dopo poche ore.
4) Non sono gusci ma vere e proprie vasche da bagno che all'occorrenza possono essere istallate anche come primo impianto.
5) La nuova vasca è completamente resistente ai batteri.
6) E' antiscivolo.
7) Garanzia scritta
8) Vasta gamma di colori e misure disponibili.

Fonte: archibagno.it



IVA AGEVOLATA per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione



IVA agevolata


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Per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d'opera relativi alla realizzazione degli interventi di:

  • restauro
  • risanamento conservativo

  • è possibile approfittare di varie agevolazioni fiscali, una di questa e' l'iva al 10%, a volte non è facile destreggiarsi e capire esattamente cosa si può fatturare con l'iva agevolata e cosa no, cerchiamo di fare chiarezza:

    L'agevolazione spetta sia quando l'acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori (presentando una copia della DIA), sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d'opera che li esegue.
    L'aliquota Iva del 10 per cento si applica alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (ad esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, ecc)

    l'agevolazione per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria


    Per effetto della proroga disposta dalla legge Finanziaria per il 2008, sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa, effettuati fino al 31 dicembre 2010, si applica l'aliquota Iva agevolata del 10 per cento.
    L'aliquota agevolata è applicabile sia alle prestazioni di lavoro che alla fornitura di materiali e di beni, purché, questi ultimi, non costituiscano una parte significativa del valore complessivo della prestazione.
    I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999.
    Si tratta di:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni e interni;
  • caldaie;
  • video citofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
  • sanitari e rubinetteria da bagni;
  • impianti di sicurezza.

  • Su tali beni l'aliquota agevolata del 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi.

    un esempio


    Costo totale dell'intervento ................................................................................10.000€,
    di cui:
    per prestazione lavorativa ...................................................................................4.000€;
    costo dei beni significativi (ad esempio rubinetteria e sanitari) ...............6.000€.

    Su questi 6.000 euro di beni significativi, l'Iva al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè sulla differenza tra l'importo complessivo dell'intervento e quello dei beni significativi
    (10.000 - 6.000 = 4.000); sul valore residuo (2.000 euro) l'Iva si applica nella misura ordinaria del 20%.

    Per destinazione abitativa privata si intende riferirsi alle abitazioni adibite a dimora di privati. Non si può applicare l'Iva agevolata al 10 per cento:

  • ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;
  • ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;
  • alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell'ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio;
  • alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.

  • In tal caso la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 20% alla ditta principale che, successivamente, fatturera' la prestazione al committente con l'Iva al 10%.

    Per l'applicazione dell'agevolazione dell'Iva al 10 per cento non è necessario alcun adempimento particolare come, invece, previsto per la fruizione della detrazione Irpef del 36 per cento. Non si deve inviare alcuna comunicazione al Centro Operativo di Pescara, ne' e' richiesto il pagamento mediante bonifico.



    OGGI ILLUMINIAMO: ingressi e corridoi!




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    Questi vani, che collegano fra di loro i diversi locali, costituiscono zone filtro fra un locale e l'altro, quindi fra ambienti e attivita' diverse.
    L'ingresso è il filtro fra mondo esterno e ambiente privato, e' il luogo in cui si accoglie chi arriva, che comunica la prima impressione dell'abitazione e di coloro che ci abitano.
    Inoltre, tutto si svolge in un'area comunque ridotta e prossima alla porta.

    E' chiaro, insomma, che merita un adeguato approdondimento!

    L'illuminazione consiglibile è di tipo diffuso con eventuali integrazioni localizzate:

  • chiavi, la posta, uno svuotatasche ecc)
  • in corrispondenza della maniglia
  • di un appendiabiti
  • magari di quadri o tappeti ecc


  • illuminare per zone
    In questi ambienti l'illuminazione generale può essere realizzata indifferentemente con apparecchi con distribuzione luminosa diretta o indiretta:
    posizionati a plafone, incassati nell'eventuale controsoffitto o lungo le pareti.

    Tenendo presente che:
  • i corridoi sono generamente privi di illuminazione naturale (finestre) quindi vanno adottati apparecchi con temperatura di colore Calda (2700 - 3000 Kelvin) quindi alogene, lampade ad incandescenza o anche fluorescenti calde.
  • variando le potenze si possono ottenere effetti che variano la percezione dello spazio e quindi contribuiscono alle correzioni prospettiche realizzate con mobili e specchiere
  • nel caso di utilizzo di apparecchi a incasso è bene tenere presente che l'impronta luminosa sulla parete non si deve formare a un'altezza da terra inferiore a quella dell'occhio umano.

    altezza della luce
    illuminare l'ingresso
    Cioe' bisogna mantenere la demarcazione tra zona più illuminata e zona in penombra sempre al di sopra dei 2 metri.



  • RISORSE: progettiamo l'ingresso!




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    L'ingresso viene di solito considerato erroneamente come una zona di passaggio, in realta' e' una vera e propria zona filtro, che conduce verso l'interno dell'abitazione stessa.
    Aperto o chiuso, con pianta irregolare o quadrata, ampio o con dimensioni ridotte, puo' essere progettato in modo da costituire una "barriera visiva mirata".

      APERTO O CHIUSO


    Se l'ingresso e' aperto, cioe' non e' delimitato da pareti ma si apre verso il soggiorno liberamente, presenta l'inconveniente di limitare la privacy dei padroni di casa.
    Una soluzione semplice per mantenere la comunicazione col soggiorno puo' essere realizzata con una schermatura parziale; quindi si possono inserire elementi divisori di almeno 1,80 m d'altezza, come librerie a giorno o pareti attrezzate.




    Se l'ingresso e' chiuso, magari con un corridoio, nelle case datate puo' essere stretto e alto, e' buona norma ricorrere ad un abbassamento del soffitto che ne modifichi la percezione visiva, ottenuto ad esempio con una controsoffittatura in cui alloggiare l'impianto d'illuminazione.

    A volte, per regolarizzare piante di forma inconsueta o per ridimensionare ingressi troppo ampi, si puo' ricorrere a correzioni ottiche, realizzabili inserendo armadi o pareti a specchio, che aiutino a creare nuove prospettive.



    Ricordando, inoltre, che nell'ingresso e' utile avere un armadio chiuso in cui riporre ombrelli e cappotti.




    Se l'ingresso è angusto alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare ad ottenere un effetto più ampio:

  • usare piastrelle o parquet posato a 45° rispetto alle pareti
  • rivestire o tinteggiare le pareti con tinte neutre, evitando motivi o colori violenti
  • far proseguire la stessa tinta data all'ingresso anche nel soggiorno.


  • Dal workshop sull'energia, il Masterplan del Comune per l'ambiente



    Crowd Surfing Earth di David Lanham

    Si è concluso il workshop "Rome Venti-20: towards a low carbon era", la tre giorni organizzata dall'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma che ha riunito esperti ed economisti di tutto il mondo per discutere quella che l'economista americano Rifkin – co-organizzatore del workshop – definisce "la terza rivoluzione industriale".

    Il primo obiettivo di questa rivoluzione, come ha spiegato Rifkin a chiusura dei lavori, è abbinare "un piano di sviluppo economico a un piano di sviluppo energetico". Ovvero, pensare l'economia tenendo in considerazione l'ambiente.

    In questa ottica, il Comune intende presentare alla conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, apertasi a Copenhagen, il suo Masterplan, una serie di azioni concrete su energia e ambiente da attuare nell'immediato futuro. Punti principali del piano: l'istallazione nel giro di un anno di dieci stazioni per la distribuzione di idrogeno e metano per autoveicoli, con i finanziamenti della comunità europea; l'estensione dell'infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche; la riduzione del 50% dei consumi elettrici e dell'80% dei consumi termici delle scuole romane, grazie all'istallazione di pannelli solari e fotovoltaici. E, inoltre, l'attivazione di 100mila punti luce Led entro il 2020.

    Tra gli obiettivi che la Capitale si pone per ridurre le emissioni di anidride carbonica e aumentare l'efficienza energetica ci sono la cogenerazione dell'ospedale Sant'Andrea, la realizzazione di un nuovo stadio free carbon, la creazione di uno "Smart grid" (che consente a più dispositivi di funzionare su una rete comune, condivisa, inter-operabile) alla Sapienza, l'individuazione di forme di incentivo per l'efficienza energetica degli edifici privati.

    DECALOGO PROGRAMMATICO SULLA SOSTENIBILITÀ DELLA CITTÀ DI ROMA

    1) CONTENIMENTO DELLE EMISSIONI:
    favorire, all’interno delterritorio cittadino, politiche di contenimento delle emissioni climalteranti nel rispetto dei programmi coordinati a livello nazionale,
    dei i criteri fissati dal Protocollo di Kyoto e le conseguenti normative
    della U.E. ancorché in vie di trasposizione nella legislazione nazionale
    il rispetto dei limiti di impatto ambientale, con particolare riferimento
    alle politiche del 20 20 20 (efficienza energetica, contenimento delle
    emissione e promozione delle fonti rinnovabili);

    2) EFFICIENZA ENERGETICA:
    promuovere in conformità agli obiettivi del Covenant dei Sindaci, a cui Roma è in fase di adesione,canoni stringenti di efficienza energetica attraverso misure idonee aprestabilire standard avanzati di consumo per Kwh/mq2, applicabili
    in modo differenziato a tutti gli edifici sia di nuova che di vecchia
    costruzione (anche qui con riferimento alle politiche del 20 20 20)

    3) FONTI RINNOVABILI:
    promuovere la progressiva “decarbonizzazione” delle fonti energetiche utilizzate per la città attraverso diversificazione delle fonti energetiche, in particolare nel
    comparto elettrico, con la produzione decentrata e da fonti rinnovabili
    (con riferimento al terzo 20% delle politiche del 20 20 20);

    4) UNA ARCHITETTURA E UNA URBANISTICA SOSTENIBILI:
    contribuire ad uno sviluppo sostenibile dell’edilizia sul territorio
    regionale e l’adozione di sistemi efficienti di conversione ed uso
    dell’energia nelle attività produttive, nei servizi e nei sistemi
    residenziali, con particolare riferimento ai principi della Dichiarazione
    di Venezia per l’integrazione di tutte le tecnologie energetiche di Terza
    Rivoluzione Industriale nella progettazione architettonica e
    urbanistica;

    5) IDROGENO:
    creare le condizioni per lo sviluppo dell’uso
    dell’idrogeno come uno dei pilastri della terza rivoluzione industriale,
    come sistema universale di accumulo dell’energia prodotta da fonti
    rinnovabili discontinue (sole vento, idroelettrico, geotermia, etc), così
    come la conservazione dell’informazione prodotta da differenti fonti
    multimediali moderne (testi, immagini, dati, video), è stata resa
    universale dall’uso delle tecnologie digitali. Tale azione verrà effettuata
    in conformità alle strategie dell’UE, secondo cui “obiettivo dichiarato,
    da qui alla metà del secolo, è quello di passare gradualmente a
    un’economia dell'idrogeno pienamente integrata e basata sulle fonti
    energetiche rinnovabili” . Andrà sviluppata, conformemente alle
    direttive comunitarie, la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, lo
    stoccaggio secondo i sistemi più avanzati offerti dal mercato, e la sua
    utilizzazione in applicazioni nelle celle a combustibile, attualmente in
    corso di sperimentazione, favorendone la diffusione.

    6) RETI INTELLIGENTI:
    favorire il principio dell’auto-consumo e della messa in distribuzione solo dell’energia autoprodotta che sia in eccedenza rispetto all’autoconsumo, da utilizzarsi nei più vicini centri di domanda, in modo da minimizzare inefficienze e dispersioni introducendo progressivamente sistemi di rete intelligenti secondo le
    pratiche e le direttive suggerite dagli organismi internazionali, in primo luogo la piattaforma tecnologica per le “smart grids” costituita presso l’Unione Europea. Questo scenario finale post conto energia va preparato da subito attraverso la sperimentazione controllata di smart grids in progetti territoriali integranti rinnovabili, idrogeno e edilizia a energia positiva;

    7) TRASPORTI PIÚ EFFICIENTI E PULITI:

    mirare a una progressiva “decarbonizzazione” dei trasporti pubblici con interventi
    di ampliamento del parco mezzi e infrastrutture basate su
    biocombustibili, metano e sperimentazione di mezzi a idrometano e
    idrogeno secondo le esperienze più avanzate già effettuate in questi
    settori. Il piano trasporti mirerà anche a una progressiva riduzione del
    traffico veicolare nella città, favorendo il “car sharing” e il “car
    pooling”, e iniziative che combinano il trasporto pubblico con la
    bicicletta, secondo le esperienze di Parigi, Berlino, Bruxelles e
    Amsterdam ;

    8) APPROCCIO TEMATICO E STRUTTURA PER “ISOLE DELL’ENERGIA”:
    conformemente alle esperienze positive già iniziate
    nell’ambito dell’Università La Sapienza, il piano energetico sostenibile
    della Città di Roma sarà ispirato alla necessità di rispondere alle
    esigenze energetiche del territorio in modo specifico e strutturato.
    Esso avrà perciò una impostazione per “isole dell’energia” e per
    settori (ospedali, uffici, scuole, strutture ricettive, fabbriche, case,
    ville, etc), e svilupperà delle “matrici” utilizzabili in ciascuno dei
    predetti settori in modo da facilitarne e accelerarne l’accesso alle
    nuove tecnologie energetiche

    9) SVILUPPO ECONOMICO E CRESCITA OCCUPAZIONALE:
    favorire attraverso una politica energetica di Terza Rivoluzione
    Industriale, anche lo sviluppo economico della Città di Roma
    attraverso l’insediamento sul territorio romano, di filiere industriali
    delle nuove tecnologie energetiche, con riferimento alle tecnologie
    energetiche rinnovabili, ai sistemi di accumulo, e in particolare quelli
    basati sulle tecnologie dell’idrogeno, e ai sistemi di rete intelligente in
    grado di garantire una gestione efficiente dell’energia prodotta in
    modo distribuito, e all’integrazione di tutte queste tecnologie nelle
    strutture edilizie residenziali e non, di tutte le dimensioni e di
    qualunque epoca;

    10) LEADERSHIP INTERNAZIONALE DI ROMA IN VISTA DI COPENHAGEN:
    in vista della conferenza climatica di Copenhagen che
    dovrà stabilire gli standard successivi al protocollo di Kyoto per
    quanto riguarda emissioni e sostenibilità, il piano energetico romano
    mira a posizionare la Città di Roma nel gruppo delle città più sensibili
    al tema della sostenibilità energetica e ambientale, che si sostanzierà
    anche in apposite iniziative multilaterali insieme ad altre città che
    condividano l’approccio energetico di Terza Rivoluzione Industriale,
    per contribuire con una impostazione non esclusivamente negativa
    (taglio dei gas serra) ma anche positiva (crescita economica nei settori
    portanti dell’energia “verde”= green growth), alle decisioni climatiche
    internazionali che sono di importanza capitale per la sopravvivenza
    dell’umanità su questo fragile pianeta.

    Fonte: Comune di Roma



    PIANO CASA REGIONE LAZIO: INIZIO DELLE DOMANDE



    Dal 4 dicembre 2009 è possibile presentare le domande per ampliamenti e ricostruzioni in base a quanto previsto dalla Legge Regionale 21/2009.

    Ampliamenti: la domanda per ampliamento del 20% potrà essere presentata per edifici residenziali con cubatura al massimo uguale ai 1000 metri cubi, mentre sarà possbilie ampliare del 10% gli edifici con destinazione artigianale. Gli immobili saranno vincolati al mantenimento della propria destinazione d’uso per 10 anni.

    Demolizioni e ricostruzioni: si può demolire fino al 75% dell’edificio, per poi ricostruire aumentando fino al 35% della volumetria preesistente. Nella realizzazione di nuove unità abitative il 25% deve essere destinato alla locazione a canone concordato.

    Premi cubatura: I premi di cubatura nelle zone ad alto rischio sismico, per facilitare la messa a norma degli edifici, sono stati aumentati al 35% e al 20% . Un bonus del 40% si riesce ad ottenere se il progetto è realizzato sulla base di un concorso di progettazione

    Modalità di attuazione: Sono escluse le sopraelevazioni, ma viene comunque data la possibilità di intervenire sui sottotetti, al fine di realizzare un nuovo tetto o modificarne la conformazione per ottenerne l'abitabilità. Il recupero è permesso per i sottotetti già esistenti alla data di entrata in vigore della legge, ma l'applicazione della legge è vincolata all'ottenimento dell'abitabilità.

    Ogni intervento deve comunque rispettare la normativa in materia antisismica e di risparmio e certificazione energetica.

    Titoli abilitativi: Per usufruire delle possibilità date dalla legge, il titolo richiesto è la DIA (Denucia Inizio Attività), presentabile entro due anni. Per interventi che prevedano demolizioni e ricostruzioni di parte dell'edificio è invece necessario richiedere il Permesso di Costruire.

    Recupero ambientale: I premi cubatura diventano al 50% e al 60% per le zone del litorale. Inotre un bonus pari al 35% sulla ricostruzione(in seguito a demolizione di parte dell'edificio) sarà concesso a chi riduce del 10% almeno il limite di fabbisogno energetico fissato dal Decreto Legislativo 192/2005.

    Esclusioni: Sono esclusi da tali provvedimenti gli edifici e le aree che sorgono in zone vincolate per rischio esondazione, in aree naturali protette, nei centri sorici, in zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, in fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi. Inotre fanno parte dell'esclusione gli edifici abusivi.

    Fonte: Edilportale



    Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: aggiornamenti per la guida fiscale




    Aggiornata la Guida fiscale dell'Agenzia delle entrate alle novità introdotte con il DL 185/2008 e con il Decreto del ministero dell'economia e delle finanze del 6 agosto 2009.

    Le agevolazioni fiscali consistono nel riconoscimento di detrazioni d'imposta nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.

    Le novità maggiori della Guida sono state introdotte dall'articolo 29 del decreto "anticrisi" n. 185/2008 - con il quale è stato approvato il modello di comunicazione relativo ai lavori di riqualificazione che proseguono oltre il periodo d'imposta in cui sono iniziati.

    Il Decreto del ministero dell'economia e delle finanze del 6 agosto 2009 ha introdotto significative modifiche nel senso della semplificazione.

    Tra le più importanti, la possibilità, per chi installa pannelli solari realizzati in autocostruzione, di non presentare la certificazione di qualità del vetro solare rilasciata da un laboratorio certificato e produrre soltanto l'attestato di partecipazione a un corso di formazione specifico.

    È stato cancellato,inoltre, l'obbligo di allegare l'asseverazione sul rispetto dei requisiti minimi a carico dei contribuenti che sostituiscono finestre e infissi.

    La conformità alla normativa europea può essere attestata direttamente dal produttore di tali elementi.

    Modificate anche le prescrizioni sui contenuti dell'asseverazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

    Oltre alle semplificazioni, nella nuova guida fiscale è introdotto un adempimento a carico esclusivamente dei contribuenti che proseguono lavori di riqualificazione energetica avviati in un precedente periodo d'imposta.

    Si tratta della comunicazione da predisporre su modello approvato con il provvedimento direttoriale del 6 maggio, e da inviare telematicamente all'agenzia delle Entrate nel termine di 90 giorni dalla fine del periodo d'imposta in cui sono iniziati i lavori.


    Quindi, in relazione agli interventi di riqualificazione in corso tra il 2009 e il 2010, andrà trasmessa entro il prossimo 31 marzo.



    Se i lavori si protraggono per più periodi d'imposta, la comunicazione va fatta ogni volta nel rispetto degli stessi tempi e modalità.

    FONTE:professionearchitetto.it



    Il rudere recuperato



    Per il recupero di questo rudere, lo studio di architettura Naumann ha inserito direttamente all'interno dei vecchi muri consolidati una nuova struttura in legno.
    Il risultato è caratterizzato da un piacevole contrasto tra il vecchio ed il nuovo!






    Fonte: Naumann Architektur



    CITYmug: la città come decorazione!



    Tutti i giorni ci fanno compagnia a colazione e a merenda, a volte diventano nostre complici nel profondo della notte per qualche peccato di gola a base di biscotti e latte caldo, ci aiutano a staccare dal lavoro durante il coffee-break...

    ...CAFElab vi presenta le nuovissime CITYmug, le tazze che vi permettono durante i vostri intermezzi di relax, di viaggiare alla scoperta delle città del mondo!
    Parigi
    Roma
    NY
    Londra
    Barcellona

    Appassionati di Google Map e viziati dal Tomtom, alla continua ricerca di elementi estetici interessanti, abbiamo trovato nella maglia stradale, con le sue piazze parchi e fiumi, un elemento decorativo insolito e di inaspettata bellezza!

    E' come un gioco: si scelgono i punti più rappresentativi e riconoscibili che caratterizzano città famose e si fanno diventare decorazione per un oggetto d'uso comune
    come una tazza per il the o il cioccolato caldo (e ovviamente il caffè!).

    Zazzle e' un servizio on line che permette in pochi click di realizzare prodotti personalizzati, metterli in vendita o acquistarli direttamente.
    Il bello che è ogni acquirente puo' personalizzare materiale e finitura della tazza, di ceramica bianca, colorata all' interno e ai bordi, di vetro ecc.

    Si possono acquistare a 12 € la tazza QUI !!!



    OGGI ILLUMINIAMO: il soggiorno!



    Illuminare l'abitazione è uno dei temi più specifici e impegnativi, le attività che si svolgono in casa sono molte, ogniuna con specifiche necessità.
    Abbiamo deciso di raccogliere idee, spunti ed eperienze in una serie di brevi articoli, iniziando con quello che a noi sembra l'ambiente più importante della casa...


    post allegato alla newsletter del 03/12/09 per abbonarti clicca qui

    il soggiorno

    Centro simbolico della casa, non c'è nessun altra stanza che può essere paragonata al soggiorno per il numero e la diversità delle attività che vi si svolgono.
    Si guarda la TV, si legge, ci si rilassa, si mangia, si intrattengono ospiti, si gioca,

    anche simultaneamente.

    Sarebbe bene creare isole ognuna delle quali destinata principalmente a un'attività: l'angolo per la lettura o quello per la scrittura, quello per la televisione o per la conversazione; delle zone accoglienti e intime nelle quali si enfatizza il piacere di essere a casa.

    La luce puo' essere di grande aiuto, al posto di un' illuminazione generale con un unico apparecchio e' bene intervenire in ogni zona con una luce dedicata che attiri pero' l'attenzione su piu' di un' area, guidando l'osservatore a soffermarsi su più punti, cogliendo più aspetti dell'ambiente.

    lettura e scrittura

    Sono attivita' che richiedono un alto livello di illuminazione, 400 lux, per leggere qualsiasi libro o giornale, per non affaticare gli occhi bisogna evitare che il resto dell'ambiente sia avvolto nel buio, ma prevedere un' illuminazione generale che smorzi i contrasti eccessivi mantenendo in più il giusto grado di intimità e concentrazione necessari.
    Suggeriamo lampade da tavolo, piantane o anche faretti orientabili

    paralume
    paralume

    televisione

    Non dovrebbe mai essere guardata al buio, bisogna prevedere un' illuminazione tenue e schermata e ovviamente evitare riflessi sullo schermo

    illuminazione corretta

      zona pranzo

    Il tavolo da pranzo, in particolare, è il fulcro dell'ambiente e il luogo dove maggiore deve essere il comfort visivo.
    L'illuminazione dovrebbe essere scenografica, bella ma soprattutto funzionale.
    È necessario garantire una buona visione sia sul piano orizzontale per rendere ben visibile ciò che è distribuito sul tavolo, sia su quello verticale per facilitare la comunicazione fra commensali e rendere più gradevole il convivio.

    È consigliabile ricorrere a un'illuminazione diretta con valori di illuminamento sulla superficie del tavolo tra i 300 e 700 lux o anche piu'.
    Questi valori, sebbene molto alti, non sono eccessivi, anzi aiutano a valorizzare cristalli e argenti sulla tavola, in effetti e' una buona idea prevedere un sistema dimmerabile che vari l'intensità della luce a seconda delle occasioni.
    I valori consigliati per l'area immediatamente circostante vanno da 70 a 200 lux (rapporto 1/3) da realizzare con applique a luce indiretta o piantane da terra.

    La scelta migliore per illuminare il tavolo è un apparecchio a sospensione, realizzato in maniera da non abbagliare chi sta seduto, con un'altezza dal piano fra 70 e 90 cm, nel caso di tavoli lunghi o estensibili si potrebbe pensare a sospensioni multiple volendo di colori o altezze differenti oppure a sistemi orientabili.

    abbagliamento

    ostacolo

    comfort



    UNA CASA DI 80 MQ OVUNQUE








    Poliform, ispirandosi alla tradizione novecentesca delle case prototipo, attraverso un processo progettuale di tipo industriale, ha creato la formula del sito MYLIFE80M.
    Partendo dal concept dell'istant house e guidati dalla convinzione che il design dovrebbe essere accessibile a tutti, il tema guida del progetto è stato conservare la qualità dello spazio in 80 mq; il risultato è uno spazio attentamente organizzato, secondo soluzioni razionali e funzionali.
    Per riempire questo contenitore, attingendo dalle collezioni aziendali, si è individuata un'offerta completa, che va dalla cucina alla zona notte, tenend conto non solo della qualità estetica dei prodotti, ma anche la rispondenza ad un budget di livello concorrenziale.

    Fonte: Poliform



    Lettera aperta al Ministro Brunetta



    relativity

    Il disegno di legge in materia di semplificazione dei rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione, prevede all'art 7 che si possano realizzare senza ricorrere a un tecnico Interventi di manutenzione straordinaria che non riguardino parti strutturali degli edifici.

    Nella Manutenzione Straordinaria ricade un po' di tutto, dalla sostituzione degli infissi alla risuddivisione interna di un appartamento; se fosse approvata sarebbe molto pericoloso, chi verificherebbe che il rispetto delle varie norme per es d'igiene? Chi si dovrebbe prendere la briga di fare le necessarie variazioni catastali? Dove va a finire il 36% di agevolazione? Le assicurazioni pagherebbero comunque in caso di difformita' con le piante ufficiali? L'abuso edilizio, che attualmente è un reato penale verrebbe depenalizzato?

    Inoltre sembrerebbe che la colpa delle lungaggini burocratiche sia del tecnico!

    Ma soprattutto, a cosa dovrebbe servire?!


    Ad abbreviare i tempi?
    per questo non c'è bisogno di eliminare il progettista quanto di semplificare e diminuire le richieste di documentazione delle PA

    Ad accorciare le file agli uffici pubblici?
    Nessuno sarebbe più contento dei tecnici, ma per quello esistono già fior di strumenti informatici

    A far risparmiare il cittadino?
    Questa è sicuramente l'aspettativa di molti... che purtroppo però è infondata!
    Affidarsi ad un progettista che non solo svolga le pratichette ma si occupi anche di redigere computi per scegliere l'impresa può far risparmiare molto più del costo della parcella da pagargli!
    (si, anche in una modesta ristrutturazione d'interni)

    Di seguito riportiamo la lettera aperta al ministro Brunetta preparata da Amate l'architettura


     
    Prof. Renato Brunetta
    Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
    Palazzo Vidoni
    Corso V. Emanuele II 00186 Roma


    Gentile Ministro,
    Siamo seriamente preoccupati dall’art. 7 del DDL in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese …, si sostituisce l’art. 6 del Testo Unico dell’edilizia n.380 del 6/06/2001, l’argomento è l’attività edilizia libera, in pratica si liberalizzano gli interventi di manutenzione
    straordinaria.

    Siamo i primi ad affermare che bisogna combattere la burocrazia nella Pubblica Amministrazione, ma la strada giusta sicuramente non è quella di eliminare la certificazione del tecnico.

    La cosa che più sorprende è che il comma b stabilisce che gli interventi sono liberi, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, ma il governo ritiene che tutti i proprietari di immobili siano in grado di stabilire se l’intervento riguarda le parti strutturali dell’edificio o meno ?

    Le ricordo che il noto prof. Michetti, (uno dei più grandi strutturisti italiani), diceva: “ci sono edifici nel centro storico di Roma che stanno in piedi grazie alla carta da parati”, mi sembra evidente che le problematiche di ogni edificio siano complesse e non sempre è così facile stabilire la pericolosità di un qualsiasi intervento, anche lo spostamento di un tramezzo.

    Il crollo di via Vigna Jacobini a Roma nel 1998 causò la morte di 27 persone, qualcosa dovrebbe averci insegnato, da li è nato il fascicolo del fabbricato, che aveva un importanza fondamentale soprattutto nel conoscere e monitorare qualsiasi intervento di modifica di un edificio, ma la politica ha deciso che non
    serviva, i cittadini bisognerebbe tutelarli da vivi non piangerli da morti.
    Ora si vuole andare oltre, liberalizzare senza alcun controllo da parte di un Amministrazione eliminando la figura del progettista e direttore dei lavori. Credo che tutto ciò sia di una gravità inaudita, e Le ricordo che non vogliamo fare una difesa corporativa della nostra categoria, ma esprimiamo la nostra reale preoccupazione per difendere la sicurezza di noi tutti.

    Chiediamo alla politica di essere seri, ma si può essere seri scrivendo una legge in cui si dice che: “l’attività edilizia è libera salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e comunque nell’osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modifiche”; chi può, secondo Lei, stabilire se tutti i requisiti di cui sopra sono rispettati se non il professionista e allora perché bisogna comunicare il nome dell’impresa e non quella del tecnico?

    Certi della Sua sensibilità per le problematiche esposte, la ringraziamo per l’attenzione e siamo in attesa di un suo cortese riscontro.

    Cordiali Saluti

    amate l’architettura
    Movimento per l’architettura contemporanea
    info@amatelarchitettura.com
    www.amatelarchitettura.com

    scarica e invia



    Decalogo del WWF sugli edifici "verdi"



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    Il Primo requisito di un edificio ‘ecologico’ è... Che sia indispensabile!

    Inizia così il decalogo WWF per distinguere l’architettura davvero sostenibile da quella che si attribuisce il titolo per moda o interessi di mercato, ma che spesso di verde ha soltanto la facciata. Ma un edificio ecologico deve essere anche efficiente dal punto di vista energetico, pensato specificamente per il luogo in cui sorge, costruito con materiali appropriati e finalizzato al benessere della comunità.

    Tutto ciò innanzitutto cambiando le esigenze a monte, tramite una riduzione della domanda di costruito e un aumento della sua qualità ambientale. E poi tramite la diffusione di pratiche, materiali e tecnologie appropriate, gestibili direttamente dalle comunità locali.

    Ecco quindi i dieci requisiti che un edificio davvero ecologico deve avere, per non confondersi con la schiera di progetti ‘verdi’, ‘ecologici’, ‘sostenibili’ più o meno sinceri, di cui l’architettura moderna spesso si fregia:

    1) la sua costruzione sia indispensabile
    2) sia adeguatamente localizzato
    3) sia specifico per una località
    4) recuperi o riqualifichi l’esistente
    5) riduca al minimo le dimensioni
    6) usi materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto
    7) riduca il bisogno di energia
    8) dia un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti
    9) esprima la capacità sociale del costruire
    10) sia finalizzato al benessere della comunità


    Fonte: WWF



    Il procedimento della Denuncia di Inizio Attivita' (DIA)



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    Di seguito e' riassunto il procedimento burocratico per le opere da svolgersi per cui e' richiesta la DIA.

    E' importante capire che tale processo e' legato alla discrezionalita' del singolo tecnico di ogni ufficio comunale, per questo e' buona norma consultare un tecnico PRIMA di decidere i lavori da svolgere, in modo da poter capire quali sono fattibili e quali invece creerebbero problemi di approvazione.

    Almeno 30 giorni prima dell'effettivo inizio dei lavori -
    il proprietario dell'immobile o chi ha titolo presenta allo sportello la denuncia, accompagnata da:

  • gli elaborati grafici che mostrino lo stato di fatto dei luoghi e le trasformazioni che si intendono fare le opere da realizzare (ante e post operam)
    completo di stralcio del PRG, estratto catastale e visura catastale.
  • una relazione firmata e timbrata di un progettista abilitato, che attesti (asseveri) la conformità agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi, igienico-sanitari e alle norme di sicurezza vigenti
  • l'indicazione dell'impresa cui si intendono affidare i lavori accompagnata dal documento d'iscrizione alla camera di commercio e dal Documento Unico di Regolarita' Contributiva (DURC)
  • l'indicazione del direttore dei lavori

    Se l'immobile e' sottoposto a un vincolo il termine di 30 giorni decorre dal rilascio del relativo atto di assenso.
    Se il vincolo non e' di competenza della amministrazione comunale, questa convoca una conferenza di servizi. I 30 giorni decorrono dall'esito della conferenza. Qualora non sia favorevole, la richiesta non viene accettata.
    Si puo' ripresentare la denuncia, con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla conforme e quindi farla accettare.

    La DIA e' valida per 3 anni, allo scadere, la realizzazione della parte non ultimata e' subordinata a nuova denuncia

    Ultimato l'intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo, che va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformita' dell'opera al progetto presentato.

    Contestualmente presenta ricevuta dell'avvenuta presentazione della variazione catastale e le eventuali modifiche del classamento.


  • Strati di Luce: gli Oled




    Nel giro di pochi anni, per la gioia dei designer e degli architetti, le tradizionali fonti di luce potrebbero essere soppiantate (per ora, integrate...) con schermi piatti pieghevoli e fogli di plastica luminosi.
    Tutto ciò grazie alla tecnologia Oled (Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico ad emissione di luce).
    Questo specifico tipo di LED, a base organica, sono composti da strati di polimeri elettroluminescenti, come il polifluorene e il polifenilene-vinilene, dove le molecole sono composte da carbonio, da cui la definizione di organico.
    A causa della natura monopolare di questi strati di materiale organico, che conducono corrente solo in una direzione, comportandosi in modo analogo a un diodo, questi emettono luce se sottoposti a corrente elettrica; di qui il nome di O-LED, per similitudine coi LED.
    Gli schermi OLED, presentano numerosi vantaggi rispetto all'illuminazione tradizionale: non avendo bisogno di essere retroilluminati, presentano una luminosità maggiore e possono essere guardati da qualsiasi angolazione.

    Di solito, gli strati organici sono in grado di emettere solo luce bianca, ma con opportuni drogaggi (di composti elettrofosforescenti) è possibile renderli in grado di emettere luce rossa (drogante fluorescente a base di perilene dicarbossammide), verde (cumarina) o blu (β - DNA) (RGB): essendo questi i colori primari, è possibile combinarli per produrre tutti i colori dello spettro visibile, in modo analogo a quanto accade in qualunque display a colori: ogni punto di un'immagine è costituito da 3 microdisplay affiancati, che producono luce rossa, verde e blu; visto da lontano, ogni elemento composto da tre microdisplay appare all'occhio umano come un singolo punto, il cui colore cambia secondo l'intensità della luce di vari colori emessa dai singoli microdisplay.
    La Universal Display Corporation, tuttavia, ha recentemente annunciato di aver realizzato un differente tipo di display, in cui i tre microdisplay di ogni elemento sono sovrapposti anziché affiancati, il che permette un notevole incremento della risoluzione.
    Un display OLED è composto da vari strati sovrapposti: su un primo strato trasparente, che ha funzioni protettive, viene deposto uno strato conduttivo trasparente che funge da anodo; successivamente vengono aggiunti 3 strati organici: uno per l'iniezione delle lacune, uno per il trasporto di elettroni, e, tra di essi, i tre materiali elettroluminescenti (rosso, verde e blu), disposti a formare un unico strato composto da tanti elementi, ognuno dei quali formato dai tre microdisplay colorati. Infine, viene deposto uno strato riflettente che funge da catodo.
    Nonostante la molteplicità di strati, lo spessore totale, senza considerare lo strato trasparente, è di circa 300 nanometri.

    Tuttavia a tutt'oggi la tecnologia OLED presenta ancora dei limiti. Il costo, ancora proibitivo e la durata, a causa di una vita media nettamente inferiore a quella delle tecnologie degli schermi a cristalli liquidi e al plasma già sul mercato.
    Infatti, mentre la durata media di pannello LCD o PLASMA (riferito alla vita delle lampade) è di circa 60.000 ore, attualmente la vita media di un pannello OLED è stato al massimo di 5.000 ore.
    (Fonte: Wiki)



    Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli (PRIA)




    PRIA


    Oggi,giovedì 19 novembre, si è tenuto un incontro informativo presso il III dipartimento, lungotevere de' Cenci N.5

    L'Assessore al Patrimonio, alla Casa e ai Progetti speciali, Antoniozzi, ha presentato il piano che mira ad agevolare quei proprietari di immobili agricoli dismessi o sotto utilizzati, incoraggiando nuova occupazione, recupero paesaggistico e messa in sicurezza dei fondi dell'agro Romano.
    Andrea Virgili ha dato la disponibilità di Confagricoltura a mettere in contatto onlus e associazioni con eventuali proprietari interessati agli interventi di recupero.

    Il comune prevede la possibilità di creare nuovi alloggi, una parte dei quali però dovranno essere affittati a canone agevolato per 10 anni, un'altra possibilità è quella di creare una struttura agrituristica

    link alla pagina del III dipartimento con il bando da scaricare
    - clicca qui



    Notizie espresse di architettura e lighting design - invito



    espresso

    E' iniziata oggi la pubblicazione della newsletter!
    Con cadenza quindicinale invieremo aggiornamenti espressi dedicati al mondo dell'architettura, normativa e illuminazione architettonica.

    Fin dai primi numeri abbiamo intenzione di affrontare il tema del corretto approccio all'illuminazione di interni
    al momento stiamo affrontando alcuni problemini con i filtri antispam >:@

    per iscriversi compilare il modulo



    Guida: Come aprire un'attività AgriTuristica a Roma




    La città di Roma che si caratterizza anche come la capitale europea con la più alta estensione di terreno agricolo, vive una rapida evoluzione ed espansione del turismo rurale e del fenomeno dell'agriturismo.

    Pur di fronte ad un'economia nazionale ed internazionale che ancora presenta molti aspetti critici, l'offerta del turismo rurale, in particolare dell'agriturismo, è in costante crescita parallelamente alla notevole modifica della sua domanda.

    L'offerta è sempre più qualificata, con la presenza di aziende agricole sempre più grandi a conduzione aziendale, con attività diversificate e valorizzazione del territorio e delle sue specificità.

    La domanda, non è più rappresentata da un gruppo ristretto alla ricerca di tradizioni e buona tavola, ma da svariati turisti tra cui molti stranieri, che ricercano la personalizzazione dei servizi, gli incontri più autentici, il contatto con la natura e la molteplicità di esperienze, quasi a ricostruire l'identità del turista stesso.

    Il patrimonio rurale, sta coniugando alla produzione agricola la valorizzazione dell'edilizia rurale tradizionale, la gestione del territorio e dell'ambiente, rispondendo all'emergente "turismo allargato", inteso come ricettivo, beni culturali, ristorazione, ambiente. Al "nuovo turista", si offre così, non un singolo servizio, ma servizi multifunzionali con un'intera area di destinazione, unendo un ricco patrimonio di conoscenze con storia, archeologia, natura ed eno-gastronomia.

    Tuttavia occorre ancora sviluppare più ampiamente il concetto di living culture, cioè un turismo rurale come momento di vita della cultura dei luoghi rurali, contribuendo al rafforzamento del turismo come volano dell'economia romana.

    In una logica di sistema turistico locale, con la creazione di opportune reti locali attraverso le iniziative dei singoli operatori e l'integrazione con il turismo dell'area centrale di Roma, si tenta di raggiungere il difficile obiettivo di far divenire Roma un "polo privilegiato", realizzando e migliorando le infrastrutture e le reti informative a
    favore del settore turistico ed agrituristico.

    Per questo è veramente fondamentale l'interazione tra industria del turismo, la città e i viaggiatori. Tutti noi attori, turisti, comunità, istituzioni e rami di attività, insieme ed autonomamente ognuno con il proprio ruolo, dobbiamo impegnarci per identificare, anticipare e soddisfare le specifiche richieste dei diversi settori (religioso, congressuale, sportivo, didattico ecc) dei milioni di turisti che ogni giorno arrivano nella nostra città.

    Senatore Mauro Cutrufo
    Vice Sindaco

    per accedere alla documentazione online QUI

    FONTE: Comune di Roma



    CASA MORENA - il bagno - work in progress (2)



    Eccoci al secondo appuntamento con il progetto di Casa Morena.
    Finalmente i dettagli a scala più alta del bagno!

    I proprietari hanno deciso per la più classica delle soluzioni proposte*
    il bagno di fronte alla scala a dividere la zona notte da quella giorno, che ne guadagna in regolarità seppure non in originalità.

    Il pavimento sarà realizzato con parquet in rovere, posato a 45°; il rivestimento sarà invece in basaltina, tagliata in lastre di 30 x 60 cm per il bagno, ed in tozzetti 10 x 10 cm per l'interno della doccia, chiusa da una doppia antina in cristallo.
    Il piano lavabo in legno, come le mensole dell'armadio a giorno, a richiamare il parquet della pavimentazione.
    I sanitari proposti sono di produzione Flaminia, serie MiniLink.

    *vedi il post precedente



    ROMA: Risparmio energetico e bioedilizia, nuove regole




    Approvate dalla Giunta comunale le variazioni e le integrazioni al Regolamento Edilizio Comunale per il risparmio energetico e l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia, regole valide per tutti gli edifici pubblici e privati di nuova edificazione e per quelli in fase di ristrutturazione complessiva, come da normativa nazionale e regionale.

    Secondo i nuovi canoni ogni edificio dovrà essere dotato di impianti energetici alimentati da fonti di energia rinnovabili, come pannelli fotovoltaici o piccoli generatori a pale eoliche; l'acqua calda verrà fornita, almeno per il 50%, da fonti di energia rinnovabili (pannelli solari), e ogni appartamento dovrà produrre energia rinnovabile commisurata ai mq. della superficie. Inoltre, ogni nuovo edificio sarà provvisto di serbatoi interrati per la raccolta d'acqua, da riutilizzare poi per impieghi condominiali.

    Negli spazi comuni (ingressi, androni, pianerottoli), verranno realizzati impianti per il risparmio energetico, come interruttori crepuscolari dotati di timer. Se poi le nuove costruzioni adottassero criteri costruttivi quali la costruzione di muri più spessi per trattenere maggior calore o l'installazione di serre solari sul tetto, non saranno dovuti gli oneri concessori per la realizzazione (scomputo della sul, superficie utile lorda).

    "Si tratta – ha sottolineato l'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo – di un passo in avanti fondamentale sul fronte del risparmio energetico. Queste regole fanno sì che tutta la nuova edilizia ruoti intorno alle fonti di energia rinnovabili. L'approvazione in Giunta di un regolamento edilizio che vincoli la costruzione di nuovi edifici al risparmio energetico era una delle assolute priorità che ci eravamo posti all'interno del progetto che stiamo portando avanti per far diventare Roma la città del sole".

    FONTE: Comune di Roma



    Detrazione 55% anche per le porte d'ingresso



    detrazioni per le ristrutturazioni


    Nelle faq dell'Enea si specifica che la detrazione del 55% può essere applicata anche alle spese per la sostituzione della porta di ingresso, a condizione che sia rispettata la stessa trasmittanza termica delle finestre comprensive di infissi.

    Il DPR 59/2009 prevede che, per tutte le categorie di edifici, il valore massimo della trasmittanza delle chiusure apribili deve rispettare i limiti di legge.
    Quindi, poiché il DPR 59/2009 equipara la trasmittanza delle porte e delle finestre, anche ai fini delle detrazioni per la sostituzione di porte deve essere rispettata la trasmittanza relativa alle finestre, indicata nelle tabelle di cui all’Allegato B del DM 11 marzo 2008.

    La detraibilità si estende anche genericamente a vetrine non apribili, ma è escluso il portone del box auto dato che uno dei requisiti indispensabili è che sia un locale riscaldato.

    - le faq Enea



    LA GIUNTA REGIONALE DELL'UMBRIA DEFINISCE PREMIALITÀ PER INTERVENTI DI RECUPERO ED RIVITALIZZAZIONE NEI CENTRI STORICI




    La Giunta Regionale dell’Umbria ha emanato le disposizioni di indirizzo per il calcolo delle premialità per gli interventi volti al recupero ed alla rivitalizzazione dei centri storici.

    Le disposizioni approvate dalla Giunta e recentemente pubblicate sul BUR (n. 46 del 14/10/2009) rappresentano un essenziale strumento di attuazione di quanto previsto dalla L. R. 12/09 “Norme per i Centri Storici”.

    “Garantire la rivitalizzazione dei centri storici dell’Umbria, la loro riqualificazione e valorizzazione, incentivando gli interventi di recupero edilizio anche associati a premialità di carattere urbanistico o rivolte ad incentivare l’offerta di servizi, rappresenta la filosofia ispiratrice della legge regionale sui centri storici” ha affermato l’assessore regionale ai centri storici Silvano Rometti.
    La Legge individua le azioni e gli strumenti per garantire la rivitalizzazione, la riqualificazione e la valorizzazione dei centri storici, attraverso strumenti innovativi quali gli Ambiti di Rivitalizzazione prioritaria (ARP) e il “Quadro Strategico di Valorizzazione” (QSV), la definizione di misure e criteri di incentivazione per gli interventi di recupero anche associati a meccanismi e normative premiali sia in termini urbanistico-edilizi che volti a incentivare l’offerta di servizi.
    “Il provvedimento – ha aggiunto l’assessore – ha determinato i relativi coefficienti per determinare la superficie utile coperta premiale in modo di incentivare gli interventi di recupero nei piccoli centri che costituiscono il tessuto storico della regione e che finora sono stati interessati in misura limitata da interventi di riqualificazione o laddove il valore delle abitazioni civili in stato di conservazione normale risulti di entità minore rispetto a quelli accertati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio”.
    “Non a caso – evidenzia l’assessore Rometti - l’atto privilegia interventi su destinazioni d’uso residenziali e commerciali che rappresentano gli aspetti prevalenti nel centro storico, soprattutto nei piccoli nuclei”.
    Si prevedono comunque, seppur in misura inferiore, premialità per il recupero di edifici destinati ad attività di artigianato, di servizio e quelle ricettive. Allo stesso modo sono sostenuti interventi relativi ad una maggiore dotazione infrastrutturale, come i parcheggi, o opere inerenti l’edilizia monumentale, atipica o storico–produttiva.

    La Riqualificazione Urbana è finalizzata al miglioramento della qualità della vita negli ambiti urbani e nei centri storici, e a promuovere lo sviluppo economico-sociale e la competitività del territorio su cui agisce.

    L’attuale politica di Riqualificazione Urbana, in Italia, muove le mosse dalla crisi del modello di sviluppo della “città” attuato fino agli anni ’80 e caratterizzato dall’espansione urbana e da un’offerta edilizia prettamente quantitativa, priva di servizi e monofunzionale di fronte all’emergere, in quegli anni e nei successivi anni ’90, di nuovi bisogni di qualità del costruito e di efficienza economica e infrastrutturale.



    In questo contesto nascono i Programmi Complessi (Programmi di Recupero Urbano, Piani Integrati di Intervento, Programmi Urbani Complessi, Contratti di Quartiere), strumenti operativi di programmazione economica e territoriale, per la rigenerazione dell’ambiente urbano, per ridurre il degrado dei centri storici, delle città, per la rifunzionalizzazione delle aree produttive dimesse, per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e per la realizzazione di un buon livello della qualità infrastrutturale, rafforzando il sistema di funzioni e servizi in genere anche privati.



    I programmi complessi si caratterizzano anche per la pluralità delle risorse pubbliche ad essi destinate e per la partecipazione delle risorse private offrendo in cambio una rapidità nelle scelte e una contrazione dei tempi tra la programmazione e la realizzazione degli interventi.

    La Regione Umbria sin dal 1995 ha promosso programmi di riqualificazione urbana, ma soltanto dopo l’entrata in vigore della Legge regionale n. 13/97, con i Programmi Urbani Complessi (PUC), si è assistito ad un interesse crescente dei Comuni e degli operatori privati, che è andato ben oltre ogni più ottimistica previsione.

    La Legge regionale 13/97 in Umbria è stata la capostipite di una serie di atti e regolamenti volti a migliorare l’utilizzo e la qualità dei Programmi, tale evoluzione si completa con l’entrata in vigore della L.r. n. 23/03 che detta norme per il riordino in materia di edilizia residenziale pubblica, stabilendo tra l’altro che le politiche abitative si integrano con quelle di riqualificazione urbana promosse dai comuni e concorrono prioritariamente al recupero del patrimonio edilizio esistente, anche non occupato, in particolare nei centri storici.


    Fonte: Regione Umbria



    un nuovo modo di vivere, il CO-HOUSING






    Il cohousing non è un utopia ma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi.

    Il cohousing nasce in Scandinavia negli anni 60, ed è a oggi diffuso specialmente in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone.

    Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini...) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.

    Tipicamente consistono in un insediamento di 20-40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una “comunità di vicinato” per poi dar vita – attraverso un processo di progettazione partecipata - alla realizzazione di un ‘villaggio’ dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni (i servizi condivisi).

    La progettazione partecipata riguarda sia il progetto edilizio vero e proprio – dove il design stesso facilita i contatti e le relazioni sociali – sia il progetto di comunità: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni.

    10 ASPETTI DEL CO-HOUSING

    1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA
    I futuri abitanti partecipano direttamente alla progettazione del “villaggio” in cui andranno ad abitare scegliendo i servizi da condividere e come gestirli

    2. VICINATO ELETTIVO
    La comunità di cohousing sono elettive: aggregano persone dalle esperienze differenti, che scelgono di formare un gruppo promotore e si condolidano con la formazione di una visione comune condivisa.

    3. COMUNITÀ NON IDEOLOGICHE
    Non ci sono principi ideologici, religiosi o sociali alla base del formarsi di comunità di coresidenza, cosi’ come non ci sono vincoli specifici all’uscita dalla stessa

    4. GESTIONE LOCALE
    Le comunità di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, che si occupano anche di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni.

    5. STRUTTURA NON GERARCHICA
    Nelle comunità di co-housing si definiscono responsabilità e ruoli di gestione degli spazi e delle risorse condivise (in genere in relazione agli interessi e alle competenze delle persone) ma nessuno esercita alcuna autorità sugli altri membri; le decisioni sono prese sulle base del consenso

    6. SICUREZZA
    Il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, con forme alte di socialità e collaborazione, particolarmente idoneo per la crescita dei bambini e per la sicurezza dei più anziani

    7. DESIGN E SPAZI PER LA SOCIALITÀ
    Il design degli spazi facilita lo sviluppo dei rapporti di vicinato e incrementa il senso di appartenenza ad una comunità

    8. SERVIZI A VALORE AGGIUNTO
    La formula del co-housing, indipendentemente dalla tipologia abitativa, consente di accedere, attraverso la condivisione, a beni e servizi che per il singolo individuo hanno costi economici alti

    9. PRIVACY
    L’idea del co-housing permette di coniugare i benefici della condivisione di alcuni spazi e attività comuni, mantenendo l’individualità della propria abitazione e dei propri tempi di vita.

    FONTE:



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